Rosario “LE 5 FERITE”

Rosario “LE 5 FERITE”

Rosario “LE 5 FERITE”:

1a DECINA – LA FERITA DEL RIFIUTO
NON TI VOGLIO

Rifiutato, respinto, non accolto (intolleranza), mal sopportato, non scelto.

Se RIFIUTI una persona non la vuoi, non la vuoi accanto, la vuoi escludere.

Così dice il Signore, il redentore d’Israele, il suo Santo, a colui che è disprezzato, rifiutato dalle nazioni, schiavo dei potenti: «I re vedranno e si alzeranno in piedi, i prìncipi si prostreranno, a causa del Signore che è fedele, del Santo d’Israele che ti ha scelto» (Is 49,7).

Ciò che è rifiutato e disprezzato nel mondo viene scelto da Dio.

Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio (1Cor 1,26-29).

 

2a DECINA – LA FERITA DELL’ABBANDONO
NON POSSO (stare con te)

Cose che causano questa ferita:

  • Orfani: perdono uno o entrambi i genitori – abbandonati appena nati.
  • Lasciati soli da bambini – non seguiti.
  • Fra SPOSI (Non ti voglio più perché non mi dai/fai provare (rifiuto), quindi non sto più con te (abbandono)).
  • Da anziano vieni “abbandonato” al tuo destino da solo.
  • Hai una malattia: aggiustati! (Dio ce l’ha con te)
  • Hai un problema economico: aggiustati!
  • Devi fare tutto tu e non ti senti aiutato da nessuno.

Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo (Is 62,4).

Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te: non ti lascerò né ti abbandonerò (Gs 1,5).

Siamo stati scelti, chiamati e Dio vuole prendersi cura di noi. Ci promette anche che sarà sempre con noi fino all’ultimo giorno.

 

3a DECINA – LA FERITA DEL TRADIMENTO
SCELGO ALTRO (contrario alla fedeltà)

Consegnare… nelle mani di altri (per il proprio scopo).

Essere “scambiati” (con altro/i) per il “piacere”.

Promettere e non mantenere – illudere e deludere

Paragonati e sminuiti.

Smettere a metà percorso, cambiare facilmente.

Traditi da Dio perché… non va come volevamo

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. (Mt 18,21-22).

Riconosci dunque il Signore, tuo Dio: egli è Dio, il Dio fedele, che mantiene l’alleanza e la bontà per mille generazioni con coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti (Dt 7,9).

Chiediamo a Dio il dono del perdono e di fidarci ancora di Dio.

Dio non ti tradirà mai! Se camminiamo nelle sue vie, non solo sarà sempre con noi, ma realizzerà il progetto che ha per ognuno di noi.

 

4a DECINA – LA FERITA DELL’UMILIAZIONE
VERGOGNA (contrario al nostro valore)

Sentirsi sminuiti dagli altri, sminuirsi da soli (poca autostima), sminuire gli altri.

Mortificazione, affronto, offesa, oltraggio.

Sgridati ad alta voce davanti agli altri.

Parlare male di qualcuno davanti ad altri.

La classica parola umiliante: “vergognati”!

Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome (cfr. Fil 2).

Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà (Gc 4,10).

Frutti dell’umiltà sono il timore di Dio, la ricchezza, l’onore e la vita (Pr 22,4).

Consegniamo a Dio tutte le umiliazioni che abbiamo vissuto e permettiamo allo Spirito Santo che ci risusciti a vita nuova.

 

5a DECINA – LA FERITA DELL’INGIUSTIZIA
NON È GIUSTO

Abuso, prepotenza, prevaricazione, sopruso, torto.

È un qualcosa che, chi viene ferito, ha percepito come “in-giusto”

Come qualcosa che “non doveva” essere così.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia (divina), perché saranno saziati. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli (Mt 5,6.10).

Questa è grazia: subire afflizioni, soffrendo ingiustamente a causa della conoscenza di Dio; che gloria sarebbe, infatti, sopportare di essere percossi quando si è colpevoli? Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio (1Pt 2,19-20).

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