Rosario “I 5 CANALI DELL’AMORE”
Rosario “I 5 CANALI DELL’AMORE”:
1 a DECINA – MOMENTI (DATE E TEMPI)
Un modo per dare e ricevere amore è vivere nel presente, godendo dei momenti che ci vengono offerti e offrendo dei tempi nostri agli altri.
Innanzitutto, ci sono dei tempi specifici da trascorrere con Dio:
- La samaritana ebbe il suo momento speciale incontrando Gesù al pozzo (Gv 4)
- Nicodemo trascorse una notte intera con Gesù (Gv 3)
- Gesù scelse dodici discepoli affinché stessero con Lui (Mc 3,14).
Gesù stesso, incarnandosi, ha vissuto delle date particolari:
- Data della nascita di Gesù (Lc 2)
- Data della Pasqua (Lc 22,1.7)
- Data resurrezione (Lc 24,1)
Stare con Dio ci permette di sperimentare il Suo amore e, attraverso questa esperienza, impariamo a stare con gli altri e a vivere dei “kairos”, momenti importanti condivisi con gli altri. Quando siamo con una persona e la ascoltiamo, le dedichiamo un tempo di amore; perciò, è il momento di abbandonare la frenesia!
Impariamo a vivere bene e appieno il tempo in cui ci troviamo e a valorizzare ogni momento della nostra vita.
2a DECINA – PAROLE DI INCORAGGIAMENTO
Dio creò ogni cosa con la parola. La parola, infatti, ha un grande potere, sia per noi quando la pronunciamo, sia nel cuore di chi la ascolta: per questo dobbiamo imparare a parlare usando tra di noi parole che edificano.
Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un’opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano (Ef 4,29).
La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda (Rm 12,9-10).
La stima è determinata dalle parole che rivolgiamo alle persone e da quelle che le persone dicono a noi. Ricordati che Dio ci dice che siamo figli prediletti e degni di stima.
Consegniamo a Gesù tutte le parole negative ricevute (sia nel presente che nel passato) affinché le guarisca.
Gesù, insegnaci ad ascoltare la parola di Dio che guarisce e aiutaci a usare parole che trasmettano il Tuo amore e la Tua grazia agli altri.
3 a DECINA – DONI GRATUITI
L’amore può manifestarsi attraverso un dono (gratuito) che facciamo a un’altra persona.
Un regalo fatto in segreto calma la collera, un dono di sotto mano placa il furore violento (Pr 21,14).
Molte volte, attraverso il dono, esprimiamo l’amore; anche durante la s. messa presentiamo i nostri doni all’altare e poi il Signore, con la Sua grazia, ci fa un altro dono.
Non presentarti a mani vuote davanti al Signore, tutto questo è richiesto dai comandamenti. L’offerta del giusto arricchisce l’altare, il suo profumo sale davanti all’Altissimo. Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito, il suo memoriale non sarà dimenticato. Glorifica il Signore con animo generoso (Sir 35,4-7).
Impariamo a donare e a donarci: senza i cinque pani e i due pesci, non ci sarebbe stata la moltiplicazione. Sovente, Dio mette nelle nostre mani (nella vita di ognuno) un dono prezioso per gli altri. Dio ci fa diventare la Sua provvidenza d’amore.
Ognuno di noi ha ancora bisogno di ricevere un dono e Dio ce lo ha fatto, ce lo fa ogni giorno donandoci Gesù stesso.
Chiediamo a Dio di poter sperimentare ancora i Suoi doni gratuiti e di diventare noi stessi un dono per gli altri.
4 a DECINA – ATTI DI SERVIZIO
«Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto (Gv 13,3-5).
L’amore si esprime molto attraverso gli atti di servizio: Gesù si è messo a servire, ci ha detto di essere venuto per servire, e poi ci ha invitato a fare lo stesso.
Nella parabola del buon samaritano, quando parlava del prossimo e dell’amore, insegnava proprio questo: prendersi cura degli altri!
Dio continua a servirsi della Chiesa per servirci e vuole servirsi di noi (che siamo Chiesa) per amare gli altri.
Chiediamo a Dio di farci sperimentare ancora questo Gesù che ci lava i piedi, che ci purifica, che ci ama, affinché, attraverso di Lui, possiamo noi stessi servire (amare) molte altre persone.
5 a DECINA – IL TOCCO FISICO
E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: “Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato” (Mc 9,36-37).
Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!» (Mc 1,41).
La tenerezza, la carezza, l’abbraccio, il prendersi per mano, sono tutti dei gesti con cui facciamo passare l’amore; invece, con gesti fisici sbagliati, trasmettiamo l’esatto contrario (facciamo del male).
Chiediamo a Gesù la guarigione dalle fisicità sbagliate e preghiamo affinché possiamo diventare strumenti del “tocco guarente di Dio”.
Quando Gesù guarì il lebbroso, lo toccò per fargli sentire la presenza dell’amore. Prima lo toccò e poi gli disse: “Lo voglio, sii guarito”.
Chiediamo a Dio che ci dia la grazia di sperimentare tanta tenerezza e, attraverso di noi, faccia passare la Sua tenerezza a molte altre persone.
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