Rosario “VIA CRUCIS (1-5)”

Rosario “VIA CRUCIS (1-5)”

Rosario “VIA CRUCIS (1-5)”:

1 a STAZIONE: GESÙ È CONDANNATO A MORTE

[Pilato] sapeva che i sommi sacerdoti gli avevano consegnato [Gesù] per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché rilasciasse loro Barabba. Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?».  Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la corte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo (Mc 15,10-19).

 

2a STAZIONE: GESÙ PRENDE LA CROCE

Pilato cercava di liberare [Gesù]; ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà.  Era la preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso (Gv 19,12-16).

 

3 a STAZIONE: GESÙ CADE PER LA PRIMA VOLTA

…Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi Lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di Lui; per le Sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di Lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la Sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la Sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo
(Is 53,4-8).

 

4 a STAZIONE: GESÙ INCONTRA SUA MADRE

Simeone parlò a Maria, Sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» […] Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2, 34-35.51)

 

5 a STAZIONE: GESÙ È AIUTATO DA SIMONE DI CIRENE

Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio (Mc 15,21-22)

 

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