Preparazione alla CONSACRAZIONE
PRIMA SETTIMANA:
CONSACRAZIONE DEI BENI ESTERIORI PER TOGLIERE IL PENSIERO DEL MONDO DALLE NOSTRE MENTI
QUINTO GIORNO:
AL MATTINO QUANDO TI ALZI:
- Credo.
- Magnificat.
- Consacrazione del giorno a Maria perché agisca in noi e ci protegga da tutti i pericoli.
- Invocazione allo Spirito Santo.
- Proporre e chiedere allo Spirito Santo che ci doni la sua grazia per potere vivere:
– Il proposito del giorno: Morire a noi stessi, particolarmente alle nostre ambizione.
– L’imitazione di Maria: Saper sperare che Dio da la risposta nelle momenti di difficoltà.
– Pratica Penitenziale: Cercare di stare per un minimo di 15 minuti in totale silenzio.
- Preghiera:
Oh Maria, Giardino segreto dove il Verbo è cresciuto in silenzio! ti apro le porte del santuario della mia anima; questo luogo nascosto del mio spirito che solo lo Spirito di Dio vivente visita, camera di nozze di cui solo lo sposso ha la chiave. Fonte sigillata di cui l’acqua è riservata a coloro che accettano di vivere il mistero della trasformazione dell’acqua battesimale in sangue di martire; vieni, Regina, nella mia camera regale e decorala con il tuo amore infinito, oh figlia di Gerusalemme! Ti consacro questo luogo molto profondo che adesso ho solo presentito e che conoscerò pienamente nella luce della tua presenza.
NEL MOMENTO PIÙ OPPORTUNO:
- Lettura dalla Sacra Scrittura: “All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: “Di dove sei?”. Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: “Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?”. (Gv19,8-10).
- Lettura dalla Sacra Scrittura: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. (Gv19, 25).
- Lettura sul Mistero di Maria.
- Recita del Santo Rosario.
- Partecipazione alla Santa Eucaristia.
ALLA SERA:
- Esame di coscienza.
- Recita del “Nunc dimitis”. Lc 2, 29-32
- Cinque Avemarie.
La vera devozione a Maria
Cap. II. Maria nel mistero della Chiesa.
4. Madre della Chiesa
[31] Dio Figlio vuole formarsi e, per così dire, incarnarsi ogni giorno nelle sue membra per mezzo della Sua diletta madre e le dice: «Prendi in eredità Israele». Come se dicesse: Dio, mio Padre, mi ha dato in eredità tutte le nazioni della terra, tutti gli uomini buoni e cattivi, predestinati e reprobi. E io li condurrò, gli uni con scettro d’oro, gli altri con scettro di ferro; degli uni sarò il padre e l’avvocato, degli altri il giusto vendicatore e di tutti il giudice. Tu, invece, mia cara madre, tu avrai in eredità e in possesso solo i predestinati, raffigurati da Israele. Come madre buona li darai alla luce, li nutrirai e li farai crescere; come sovrana li guiderai, governerai e difenderai.
[32] «L’uno e l’altro è nato in essa» dice lo Spirito Santo. Secondo la spiegazione di alcuni Padri, il primo uomo nato da Maria è l’Uomo-Dio, Gesù Cristo; il secondo è un semplice uomo, figlio per adozione di Dio e di Maria. Ora, se Gesù Cristo, Capo degli uomini è nato da lei, anche i predestinati, che sono le membra di questo Capo, debbono per necessaria conseguenza nascere da lei. Una stessa madre non dà alla luce la testa o il capo senza le membra, né le membra senza la testa: diversamente si avrebbe un mostro di natura. Così, nell’ordine della grazia, il capo e le membra nascono da una stessa madre. E se un membro del corpo mistico di Gesù Cristo, cioè un predestinato, nascesse da un’altra madre che non sia colei che ha generato il Capo, non sarebbe un predestinato, né un membro di Gesù Cristo, ma un mostro nell’ordine della grazia.