Preparazione alla CONSACRAZIONE
QUARTA SETTIMANA:
PREPARAZIONE PER RAGGIUNGERE L’AMORE SUBLIME DI DIO PER MEZZO DI MARIA SANTISSIMA
QUARTO GIORNO:
AL MATTINO QUANDO TI ALZI:
- Credo.
- Magnificat.
- Consacrazione del giorno a Maria perché agisca in noi e ci protegga da tutti i pericoli.
- Invocazione allo Spirito Santo.
- Proporre e chiedere allo Spirito Santo che ci doni la Sua grazia per potere vivere:
– Il proposito del giorno: Fare di tutta la mia giornata e di tutte le mie attività una preghiera.
– L’imitazione di Maria: Dare gloria a Dio, anche nei momenti di difficoltà.
– Esercizio d’amore a Gesù Cristo: Ripetere continuamente: “Gesù, quanto ti amo!”
- Preghiera:
Oh! Maria viva nella mente del Padre
Oh! Maria viva nel Corpo di Cristo,
Oh! Maria viva nelle lacrime dello Spirito,
Oh! Maria madre dei viventi, nel cuore della più Santa Trinità,
Mi consacro a te.
Oh! Maria viva nel seno del Padre,
Oh! Maria viva nel cuore del Figlio,
OH! Maria nell’effusione dello Spirito Santo.
Mi consacro a te
Oh! Maria incoronata dalla tenerezza del Padre,
Incoronata dalla mano trafitta del Figlio,
Incoronata dal fuoco dello Spirito Santo,
Io mi consacro a te.
Amen.
NEL MOMENTO PIÙ OPPORTUNO:
- Lettura dalla Sacra Scrittura: “Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.” (Gv 17,9-13).
- Lettura dalla Sacra Scrittura: “Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. 28 Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc 11,27-28).
- Lettura sul al Mistero di Maria.
- Recita del Santo Rosario.
- Partecipazione alla Santa Eucaristia.
ALLA SERA:
- Esame di coscienza.
- Recita del “Nunc dimitis”. Lc 2, 29-32
- Cinque Avemarie.
La vera devozione a Maria
In cosa consiste la devozione a Maria
[68] Seconda verità – Per quello che Gesù Cristo è nei nostri confronti bisogna concludere che noi non apparteniamo a noi stessi, come dice l’Apostolo, ma completamente a Lui, come sue membra e suoi schiavi, acquistati ad un prezzo infinitamente caro, cioè a prezzo di tutto il suo sangue. Prima del battesimo, appartenevamo al demonio come suoi schiavi; il battesimo ci ha resi veri schiavi di Gesù Cristo, che devono vivere, lavorare e morire al solo scopo di portare frutto per questo Dio uomo, glorificarlo nel nostro corpo e farlo regnare nella nostra anima, perché siamo sua conquista, popolo che egli si è acquistato e sua eredità.
Per lo stesso motivo, lo Spirito Santo ci paragona:
- Ad alberi piantati lungo le acque della grazia, nel campo della Chiesa, che devono portare frutto a suo tempo;
- Ai tralci di una vite, di cui Gesù Cristo è il ceppo, tralci che devono produrre della buona uva;
- A un gregge di cui Gesù Cristo è il pastore, e che deve moltiplicarsi e dare latte;
- A una terra fertile di cui Dio è l’agricoltore, e nella quale il seme si moltiplica e produce trenta, sessanta o cento volte tanto.
Gesù Cristo ha maledetto il fico sterile e condannato il servo inetto che non aveva trafficato il suo talento. Tutto questo prova che Gesù Cristo vuole cogliere frutti dalle nostre misere persone, cioè le opere buone, perché queste appartengono unicamente a lui: «creati in Gesù Cristo per le opere buone» (Ef 2,10). Queste parole dello Spirito Santo mostrano sia che Gesù Cristo è l’unico principio e deve essere l’unico fine di tutte le nostre buone opere, sia che noi lo dobbiamo servire, non solo come servitori retribuiti, ma come schiavi d’amore.