Preparazione alla CONSACRAZIONE
QUARTA SETTIMANA:
PREPARAZIONE PER RAGGIUNGERE L’AMORE SUBLIME DI DIO PER MEZZO DI MARIA SANTISSIMA
SESTO GIORNO:
AL MATTINO QUANDO TI ALZI:
- Credo.
- Magnificat.
- Consacrazione del giorno a Maria perché agisca in noi e ci protegga da tutti i pericoli.
- Invocazione allo Spirito Santo.
- Proporre e chiedere allo Spirito Santo che ci doni la Sua grazia per potere vivere:
– Il proposito del giorno: Confidare nella misericordia di Dio con una fiducia infinita.
– L’imitazione di Maria: Sperimentare la dolcezza dello Spirito che dimora in noi.
– Esercizio d’amore a Gesù Cristo: Ripetere continuamente: “Dio mio, mio Dio e mio TUTTO. Quanto ti amo!”
- Preghiera:
Maria, fiore della Galilea, figlia di Davide, tu sei il tempio che Davide non ha potuto costruire, secondo la volontà contraria del profeta Natan. “Il Signore è con te”. Tu sei il velo del tempio e il luogo Santissimo, l’arca e la porta che conduce al cuore del santuario. O figlia di Sion, tu sei la città santa, dove gli abitanti elevano incessantemente la loro preghiera a Dio; la città che vive la pace, la sposa del Messia, il Principe della pace. Tu sei la Regina della pace, colei che ci dona Colui che ci offre la vera pace, quella pace che il mondo non può darci. O Maria, io mi consacro interamente a te, per diventare un artigiano di pace, un costruttore della presenza divina che salva e ristabilisce l’alleanza dell’uomo con l’uomo, dell’uomo con il creato, e dell’uomo con Dio. Amen.
NEL MOMENTO PIÙ OPPORTUNO:
- Lettura dalla Sacra Scrittura: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dá il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.” (Gv 14,27-29).
- Lettura dalla Sacra Scrittura: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge. Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.” (Gal 5,22-25).
- Lettura sul Mistero di Maria.
- Recita del Santo Rosario.
- Partecipazione alla Santa Eucaristia.
ALLA SERA:
- Esame di coscienza.
- Recita del “Nunc dimitis”. Lc 2, 29-32
- Cinque Avemarie.
La vera devozione a Maria
In cosa consiste la devozione a Maria
[71] Tra un servo e uno schiavo c’è una differenza totale:
- Un servo non dà al suo padrone tutto ciò che è, tutto ciò che possiede e tutto ciò che può acquistare per mezzo di altri o se stesso; lo schiavo invece dà interamente al suo padrone tutto se stesso, tutto quanto possiede e tutto quanto può acquistare, senza nessuna eccezione.
- Il servo esige un salario per i servizi che rende al suo padrone, mentre lo schiavo non può esigere nulla, qualunque sia l’impegno, l’abilità e la fatica messi nel lavorare.
- Il servo può abbandonare il suo padrone quando vuole, o almeno alla scadenza del servizio; lo schiavo invece non ha diritto di lasciare il suo padrone quando vuole.
- Il padrone del servo non ha su di lui nessun diritto di vita e di morte, di modo che lo uccidesse, come una delle sue bestie da soma, commetterebbe un omicidio ingiusto; il padrone dello schiavo invece ha per legge su di lui diritto di vita e di morte, per cui lo può vendere a chi vuole, oppure ucciderlo, come potrebbe fare – passi il paragone – con il proprio cavallo.
- Infine, il servo rimane a servizio del padrone per un tempo determinato, lo schiavo invece per sempre.
[72] Tra gli uomini non c’è nulla che ci faccia appartenere a un altro più della schiavitù; allo stesso modo, non c’è nulla tra i cristiani che ci faccia appartenere a Gesù Cristo e alla sua santa Madre in modo così assoluto come la schiavitù volontaria, secondo l’esempio di Gesù Cristo stesso, che per amore nostro ha preso su di sé la «condizione di servo» (Fil 2,7), e della Santa Vergine, che si è definita la schiava e la serva del Signore. L’Apostolo si onora di chiamarsi servo di Cristo Più volte nella sacra scrittura i cristiani sono chiamati servi di Cristo. Questa parola servo, secondo la giusta annotazione di un uomo illustre, un tempo non significava altro che schiavo, perché non c’erano ancora i servi come quelli di oggi e i padroni erano serviti solo da schiavi o da liberti. Il Catechismo del santo Concilio di Trento, per non lasciare alcun dubbio sul fatto che noi siamo schiavi di Gesù Cristo, ricorre a un termine inequivocabile, chiamandoci mancipia Christi, cioè schiavi di Gesù Cristo.