I LUOGHI SPIRITUALI
I LUOGHI SPIRITUALI
In questa preghiera, attraverseremo dei luoghi spirituali: non sono luoghi fisici ma sono immagini del nostro cuore, stati d’animo che viviamo ogni giorno. Sono esperienze spirituali che si riflettono nella nostra reale esistenza.
Con l’aiuto dello Spirito Santo, vogliamo riconoscerli, attraversarli e lasciarci trasformare.
Partiremo da Babele fino ad arrivare a Sichem: il luogo della scelta. Il luogo dove ogni giorno decidiamo di stare con Dio.
Ora, Spirito Santo, ti diamo autorità. Vieni in noi, prendici per mano, conducici attraverso questi luoghi fino alla libertà e alla pienezza.
Spirito Santo, dove vuoi portarci?
BABELE – “Luogo di superbia e quindi di divisione”
Dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra (Gen 11,4-9).
Quando l’uomo si mette al posto di Dio, nasce solo confusione.
PENIEL – “Luogo del combattimento spirituale”
Giacobbe entra nel torrente Iabbok e lotta con Dio e riceve un nuovo nome (Cfr. Gen 32,23-31).
Peniel è il luogo della lotta interiore. È notte. Si viene “azzoppati” e si smette di fuggire. Si affronta Dio (o con Dio le sfide e le prove oscure) in un incontro che trasforma. Giacobbe diventa Israele: l’uomo nuovo nasce dalla lotta con Dio.
MONTE MORIA – “Luogo della fede radicale”
Abramo sale sul monte per offrire Isacco, ma Dio provvede un agnello (Cfr. Gen 22,1-14).
Il Monte Moria è il luogo dove la fede viene messa alla prova fino all’estremo ma anche dove Dio si rivela come colui che provvede. È il luogo dove offri e ti stacchi dalle cose più preziose per riceverle in modo nuovo e in modo abbondante.
MONTE CARMELO – “Luogo del confronto e della fede vera”
Elia sfida i profeti di Baal e il fuoco di Dio scende dall’alto (Cfr. 1Re 18,19-39).
Rappresenta il luogo dove si riconosce il vero Dio e si abbandonano gli idoli: è il luogo della fiducia, quando si combatte contro più nemici di Dio.
VALLE DI SOREK – “Luogo della tentazione e della caduta”
In seguito si innamorò di una donna della valle di Sorek, che si chiamava Dalila. Allora i prìncipi dei Filistei andarono da lei e le dissero: «Seducilo e vedi da dove proviene la sua forza così grande e come potremmo prevalere su di lui per legarlo e domarlo; ti daremo ciascuno millecento sicli d’argento» (Gdc 16,4-5).
Qui Sansone si lasciò sedurre da Dalila, perdendo la forza data da Dio: è il simbolo di come il peccato nasce quando non si vigila.
EGITTO – “Terra di schiavitù”
Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati, per opprimerli con le loro angherie, e così costruirono per il faraone le città-deposito, cioè Pitom e Ramses. Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva, ed essi furono presi da spavento di fronte agli Israeliti. Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli con durezza. […] «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile (Es 1,11-13; 20,2).
L’Egitto è il simbolo del peccato che ci opprime e da cui solo Dio può liberarci.
La parola “peccato” è intesa come qualcosa che ci “lega”, come un vizio, un’attitudine sbagliata (negativa) o qualcosa che non ci permette di svilupparci nella nostra esistenza.Qual è il tuo Egitto oggi?
Lascia che Cristo ti liberi dalle tue schiavitù interiori ed esteriori.
DESERTO – “Luogo di prova e incontro con Dio”
Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi” (Dt 8,2).
È il luogo dove impariamo a fidarci di Dio e ad ascoltarlo nel silenzio.
È il luogo dove, messi faccia a faccia con le nostre debolezze, accettiamo le nostre fragilità, ci smascheriamo e lasciamo agire Dio che crea la nuova persona (o persona nuova) in noi. Diventiamo creature nuove (sviluppando il nome nuovo).
GIORDANO – “Luogo di conversione e passaggio”
I sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore stettero fermi all’asciutto in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele attraversava all’asciutto, finché tutta la gente non ebbe finito di attraversare il Giordano (Cfr. Gs 3).
Per entrare nella terra promessa ci vuole fede. Il Giordano è, quindi, il luogo dove verifichiamo la nostra fede attraverso un atto: “un atto di fede”.
Quando lo fai, Dio fa il miracolo di farti passare attraverso un fiume che ti porterebbe via (il non raggiungere lo scopo della vita).
Questo è un passaggio inevitabile che ci serve, per poi conquistare la terra promessa.
Qual è l’atto di fede che Dio ti sta chiedendo (ora) per poter entrare nella terra promessa?
TERRA PROMESSA – “Luogo di pienezza”
“Così il Signore diede a Israele tutto il paese che aveva giurato di dare ai loro padri; essi ne presero possesso e vi si stabilirono. Il Signore concesse loro pace tutt’intorno, secondo quanto aveva giurato ai loro padri; nessuno di tutti i loro nemici poté resistere loro: il Signore mise tutti i nemici in loro potere. Di tutte le buone promesse che il Signore aveva fatto alla casa d’Israele, nessuna andò a vuoto: tutto si compì” (Gs 21,43-55).
La terra promessa raffigura la vita nuova e il compimento in Dio. Pienezza di vita e vita in pienezza. Sentirsi giusti, al posto giusto, nel momento giusto, facendo le cose giuste.
SICHEM – “Luogo della scelta e dell’alleanza”
«Scegliete oggi chi volete servire… Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore» (Gs 24,14-15).
A Sichem, Giosuè rinnova l’alleanza con il popolo: è il luogo della decisione per Dio.
È il luogo dove ogni giorno decidiamo se camminare da credenti (di Cristo) diventando Suoi discepoli oppure scegliamo di seguire altre vie (dei) che… prenderebbero così autorità in noi (e ci farebbero tornare nell’Egitto, in modo ancora più infernale).
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