IL CROCIFISSO RISORTO
IL CROCIFISSO RISORTO e LA PASQUA
Non è il BENE senza la prova – anzi, è la prova finita BENE.
La vittoria è nella prova, non senza la prova.
Tutti (quasi) pensavano e dicevano che Gesù aveva fallito:
Anche i 2 discepoli che se ne stavano andando da Gerusalemme verso Emmaus parlavano con molta delusione degli avvenimenti riguardanti Cristo (cfr. Lc 24,13-21).
In poche parole, dicevano a Gesù (senza riconoscerlo) che il Cristo aveva fallito, era morto sulla croce, ma non hanno atteso l’ultima Parola di Dio (la resurrezione).
Non sempre la prova se ne va o la si vince come vorremmo noi, come ce l’aspettiamo – ma sempre si può vincere nella prova e crescere e portare frutto.
Sempre c’è lo Spirito Santo (non solo nei momenti belli o di effusione), ed i suoi frutti sono presenti non solo quando tutto va bene, anzi, vengono elargiti/vissuti sempre… Sempre se si vive nella grazia (anche la difficoltà).
Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte (2Cor 12,7-10).
Nelle prove dobbiamo imparare a guardare/ricordare le promesse di Dio, non quello che non va (questo viene automatico a tutti) – questa è la nostra fede (altrimenti che fede è???).
Maria (la Madonna), dopo la morte di Gesù, avrà sicuramente ripensato alle promesse, agli insegnamenti di Gesù – che parlava della via crucis che avrebbe dovuto passare, senza mai concludere il discorso se non con la vittoria (la resurrezione dopo la crocifissione):
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà» (Mc 10,32-34).
Anche San Paolo ci sprona ad alzare lo sguardo:
Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Rm 8,31-39).
Gli angeli vengono a ricordarci OGGI, adesso, in questo preciso istante della nostra esistenza, una cosa base per i credenti – senza la quale tutto è vano, tutto è nulla:
L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete». Ecco, io ve l’ho detto» (Mt 28,5-7).
Nella quaresima 2002 ricevetti il nome: IL CROCIFISSO RISORTO (vittoriosi in ogni situazione).
É stata la profezia della mia vita in ogni area – e prosegue ancora adesso – il principio (morte e resurrezione) resta sempre valido per me e per tutti.
Ancora oggi Gesù mi richiama a “voltarmi” dalla tomba alla vita in ogni situazione che vivo – come fece 1990 anni fa con una donna che lo stava cercando disperatamente:
Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro»». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto (Gv 20,11-18).
IL CROCIFISSO RISORTO è qui ora con noi e come noi
TUTTO quanto ascoltato finora ci dice che CRISTO è “Il Crocifisso Risorto” e quindi che anche noi cristiani dovremmo fare la stessa fine (gloriosa).
Smettiamo di puntare gli occhi solo al problema, alziamoli verso la soluzione (Il crocifisso risorto).
Smettiamo di chiedere a Dio quando smetterà “la prova”, viviamola con Lui sapendo che quel momento giungerà (prima lo facciamo, prima Dio può operare).
Smettiamo di scappare dalle difficoltà, viviamole come opportunità di crescita.
Smettiamo di vivere come se non ci fosse futuro (certo, senza Cristo non c’è speranza).
Smettiamo di pregare chiedendo che Dio faccia qualcosa – Gesù ha già fatto tutto sulla croce, non dobbiamo convincerlo, dobbiamo convincerci.
Smettiamo di… non vivere in attesa che le cose cambino, cambiamo in attesa di vedere la gloria di Dio.
Impariamo a vincere vivendo ogni giorno con la consapevolezza che in ogni situazione Dio c’è e che ogni situazione va vissuta con fede (con Gesù).
Impariamo a trasformare ogni “problema/prova” in opportunità.
Impariamo a non fuggire dalle nostre responsabilità (Questo è una video catechesi che ti può aiutare ad approfondire questo tema delicato: Faccio io o fa tutto Dio? >>> ).
Impariamo tutto questo e diventeremo dei “crocifissi risorti” veri, vivi e vittoriosi.
Impariamo a comprendere che le nostre ferite guarite diventano potenti feritoie della grazia di Dio:
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore (Gv 20,19-20).
Qualcuno, per credere, deve vedere anche le nostre ferite guarite – “guarite” significa non sanguinanti ma rivisitate dalla potenza di Dio:
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!» (GV 20,24-28).
IL CROCIFISSO è RISORTO… e NOI?!?!?
Comment (1)
Lode a Dio per questo ministero e per l’unzione !!!
Lode a Dio perchè ci ricorda che GESÙ È VERAMENTE RISORTO !!! E anche noi con Lui se lo seguiamo!!!! ALLELUIAAAAA