5 passi verso Gerusalemme (1)
Massimo Coero Borga – 06 aprile 2020
5 passi verso Gerusalemme – 1 passo: chi è Gesù?
Dal luogo più distante da Gerusalemme, Cesarea di Filippi, Gesù inizia a formare i suoi discepoli perché possano essere pronti alla grande sfida. Nonostante tutto, non lo saranno pienamente. Facciamo anche noi questi 5 passi (il 5 rappresenta, biblicamente, l’opera di Dio) per formarci alla scuola di Gesù. Il nostro Spiritual Trainer (lo Spirito Santo) cercherà di farci leggere questo percorso fatto 2000 anni fa nella nostra vita per saper affrontare questo momento difficile e tutti gli altri che verranno. Con la fede (nel vero Dio) sapremo andare fino alla fine.
Mt 16,13-18 Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei…
Perché delle DOMANDE?
Adamo, dove sei?
Caino, dov’è tuo fratello?
Vuoi guarire?
Cosa vuoi che io faccia per te?
Chi cercate? (prima di essere arrestato)
La domanda
La domanda esige risposta – la risposta viene da una “elaborazione”, cioè da un aver pensato, meditato, dall’aver portato a galla il pensiero, il tuo pensiero.
Gli altri pensano e tu pensi???
Il pensiero che tu hai di una cosa/persona lo definisce, lo identifica, lo chiama ad esistere secondo ciò che pensi – quello è dentro di te anche se non lo è veramente.
Un fidanzato vede… e racconta.
Un nemico vede… e racconta.
Un giornalista vede… e racconta.
La DOMANDA esige, quindi, risposta – quindi ci dà la possibilità di portare davanti ai nostri occhi ciò che NOI pensiamo (giusto o sbagliato)… e ci può portare ad una rivelazione.
Purificazione del nostro modo di “vedere” Dio
Es 20,3-4 Non avrai altri dèi di fronte a me. 4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra.
Nm 21,8 Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita».
2Re 18,1-8 Nell’anno terzo di Osea figlio di Ela, re di Israele, divenne re Ezechia figlio di Acaz, re di Giuda. 2 Quando egli divenne re, aveva venticinque anni; regnò ventinove anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abi, figlia di Zaccaria. 3 Fece ciò che è retto agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto Davide suo antenato. 4 Egli eliminò le alture e frantumò le stele, abbatté il palo sacro e fece a pezzi il serpente di bronzo, eretto da Mosè; difatti fino a quel tempo gli Israeliti gli bruciavano incenso e lo chiamavano Necustan. 5 Egli confidò nel Signore, Dio di Israele. Fra tutti i re di Giuda nessuno fu simile a lui, né fra i suoi successori né fra i suoi predecessori. 6 Attaccato al Signore, non se ne allontanò; osservò i decreti che il Signore aveva dati a Mosè. 7 Il Signore fu con Ezechia e questi riuscì in tutte le iniziative. Egli si ribellò al re d’Assiria e non gli fu sottomesso. 8 Sconfisse i Filistei fino a Gaza e ai suoi confini, dal più piccolo villaggio fino alle fortezze.
Dio fa eliminare ciò che all’inizio era buono (il serpente innalzato) perché il popolo lo ha fatto diventare un idolo – non si adora Dio ma quello che Lui può fare – lo si sta cercando di manipolare. Il popolo è così diventato pagano, anche se prega.
Gv 20,11-16 Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro…
Ecco che Gesù apre gli occhi a Maria parlandole, pronunciando il suo nome – solo la Parola, solo quando ci sentiamo chiamati per nome allora vediamo Dio. Non sono le immagini a farceLo vedere come realmente è, ma Dio stesso che ci parla (attraverso la Parola di Dio – che è Gesù) ci apre gli occhi.
Una volta compreso chi è Gesù, allora riceviamo da Lui stesso la nostra identità e la nostra missione (vocazione) assieme alla beatitudine quotidiana.
Mt 16,16-18 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. 18E io a te dico: tu sei…
Cerchiamo di conoscere l’originale, il vero e unico Dio (grazie alla rivelazione data dallo Spirito Santo) e dubitiamo, diffidiamo dalle imitazioni (che non portano a nulla di buono).
Comment (1)
Ringrazio grandemente per questo modo molto edificante di spezzare la Parola di Dio.
Più l’ascolto e più l’ascolterei!
Mi sta liberando da tanti schemi mentali e atteggiamenti negativi che non mi appartengono più.
Grazie cari fratelli e che Dio vi benedica abbondantemente!