5 passi verso Gerusalemme (2)

5 passi verso Gerusalemme (2)

Massimo Coero Borga – 7 aprile 2020

5 passi verso Gerusalemme – 2 passo: tu segui e ti fidi di Gesù?

Dopo aver chiesto di rispondere alla prima domanda che in pratica dice: “tu chi dici che io sia?”, Gesù passa ad un’altra domanda. Passa dal farci vedere nel modo corretto Dio, al vedere noi stessi come Lui ci vede (siamo stati creati da Lui in un determinato modo che dobbiamo scoprire), al comprendere chi veramente siamo, quindi qual’è la nostra vera vocazione.

Passiamo oggi dal “chi è Dio” al “chi siamo noi”. E tu chi sei?

Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? (Mt 16,21-26)

 DOMANDE

Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? (esistenza – tutto quello che possiede)
O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Cioè

A che serve la nostra vita? (chi sono)
A chi e a cosa sta servendo la nostra esistenza?
Sappiamo che solo Gesù salva e che, senza di Lui, la vita è vana e fallita?

RIPRENDIAMO IL PERCORSO: 2 passo verso Gerusalemme

Gesù mette in chiaro le cose spiegando il progetto di vita – dice cosa deve fare per salvare il mondo – dice che la VITA è dono per amare.

v.21   Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Non tutti, però, accettano la soluzione ai problemi indicata da Dio.
Quasi nessuno comprende la visione di Dio (il perché – cioè la salvezza per tutti) e il finale (la resurrezione).

v.22 Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai».

Pietro non parla a Gesù davanti agli altri, non si confronta con la comunità ma vuole fare da solo. Anche noi a volte diciamo di parlare da soli con Dio e di scegliere… (senza confronto scegliamo la via più comoda).

v.23 Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Gesù si volta verso i discepoli – quello è il ruolo di ogni credente, di ogni cristiano, di chi si fida di Dio.
“Va dietro a me” significa proprio: torna a fare il discepolo e a seguirmi (ascoltarmi) e non a darmi consigli e indicazioni.
Perché le indicazioni che diamo a Gesù, in questi casi, sono suscitate dalla paura, dalle ferite, dal pensiero mondano, da… satana.
Questo bloccherebbe il progetto di Dio (scandalo) – non sia fatta la tua volontà.
Blocchiamo, quindi, il progetto di Dio per il mondo e per la nostra vita (e per i nostri cari), quando la pensiamo come la pensa il mondo (senza Dio).
I nostri pensieri sono i pensieri di Dio in ogni occasione? (bisogna confrontarli con la PdD).

v.24 Allora Gesù disse ai suoi discepoli:

Ora fa scuola a tutti i discepoli prendendo spunto da questo fatto appena successo. Insegna anche a me e te qualcosa di importante, di essenziale.

v.24-25 «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

SE significa che non è obbligatorio, che siamo liberi di decidere cosa vogliamo fare nella nostra vita. Certo, ogni decisione avrà delle conseguenze.
Prendere la CROCE significa solamente vivere ogni attimo della vita come farebbe Gesù, quindi, sia quello che è bello che quello che è… difficile va vissuto con fede – senza scappare o attaccare.
Significa che ringrazio, lodo e adoro sempre. Significa che mi fido che “tutto concorre al bene”.
Significa che non aspetto altri tempi per essere felice, non pospongo la “vita” a tempi migliori, ma vivo ogni attimo in pienezza.

INFATTI (v.26)

  • quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?
  • O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Non c’è nessuna vita al di fuori di Dio – sono solo emozioni, che poi passano.
Puoi passare una bella vita ma se poi vai all’inferno, hai sbagliato tutto.
Non facciamoci suggerire i pensieri dal nemico e dal mondo, ma pensiamo ogni cosa e in ogni area della vita come farebbe Gesù (VERITÀ), e così saremo sulla VIA che ci porta alla VITA.
Essendo Gesù stesso la VIA, noi possiamo vivere già la pienezza (della vita umana) qui e ora.

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Comment (1)

  • Daniele Proserpio rispondere

    Questo percorso mi sta aiutando molto nell’andare in profondità!
    Associato al momento di grazia che stiamo vivendo sta testando la fede, e soprattutto dove ancora manca e dove deve essere rinforzata, su tutti gli aspetti ( relazioni, affettività, economia, salute etc)
    E cosa molto importante mi ha aiutato a vedere la croce proprio come una cosa indispensabile per la resurrezione, in quanto portare la croce è proprio rinnegare quelle maschere, quei desideri ( sbagliati) perchè nella mondanità, per la scelta di seguire Cristo! Quindi non come un peso o come una disperazione fine a se stessa, ma come un’opportunità per rinascere (risurrezione)! Ho compreso con molta più chiarezza quel “ rinneghi se stesso e prenda la sua croce”.

    09/04/2020 a 09:21

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