Cominci con la grazia e finisci con lo sforzo? (Gal 3,1-5)
di Il Crocifisso Risorto · · 2 min di lettura
O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? Siete così privi d'intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede? (Gal 3,1-5).
Ti capita di iniziare un cammino di fede o di crescita con entusiasmo e leggerezza, e di ritrovarti dopo un po' schiacciato da ciò che "dovresti fare" per essere all'altezza? Come se l'amore, l'approvazione o la pace andassero guadagnati ogni giorno?
Paolo scrive ai Galati con parole taglienti: «O stolti Gàlati, chi vi ha incantati?... Dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne?» (Gal 3,1.3). Non rimprovera la loro fede, ma il passaggio sottile dalla grazia alla prestazione: avevano ricevuto lo Spirito ascoltando con fede, e ora pensavano di doverlo mantenere con le proprie opere.
Lo stesso Paolo lo dirà con chiarezza in un'altra lettera: «Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, è dono di Dio» (Ef 2,8). Ciò che si riceve in dono non si conserva a forza di sforzi.
Dal punto di vista psicologico, è la logica del perfezionismo: iniziamo spinti da qualcosa di bello e finiamo a vivere per non deludere, trasformando ogni relazione, anche quella con Dio, in una verifica da superare. Ma una vita costruita sul "meritare" logora, e fa perdere proprio la gioia da cui si era partiti.
In questo video scopriamo perché ciò che è cominciato come un dono può continuare solo come un dono.
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