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I tafani (Es 8,20)

di Il Crocifisso Risorto · · 1 min di lettura

Divina Consapevolezza

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Così fece il Signore: sciami imponenti di tafani entrarono nella casa del faraone, nella casa dei suoi ministri e in tutta la terra d'Egitto; la terra era devastata a causa dei tafani (Es 8,20).

Nel testo ebraico si parla di un “arov” — un termine che la tradizione rende con “sciami” o “insetti” — e nelle versioni antiche e moderne viene spesso tradotto con “tafani”, “mosche” o “sciami di insetti”. Non si tratta solo di un fenomeno naturale: nella narrazione esodica questi insetti hanno una funzione teologica e simbolica.

Spiritualmente, i “tafani” possono essere letti come quelle prove o convinzioni che Dio lascia entrare per far crollare idoli interiori/sicurezze, orgoglio, dipendenze.

C’è una violazione degli spazi, disordine sociale. Un nemico che “invade” (più avanti saranno i popoli nemici che cercheranno di riprendersi la terra promessa – soprattutto quando il popolo di Dio si allontana dal Signore).

Psicologicamente, sono quegli “fastidi” persistenti che non ci lasciano in pace e ci costringono a mettere in discussione abitudini e ruoli che ci mantengono schiavi.

Si tratta anche di invasione dei confini ambientali e relazionali; necessità di creare “zone sicure” e regole chiare.

Una relazione tossica è una relazione con un tafano (molte volte sono persone narcisistiche).

Bisogna liberarsi dei tafani per poter “servire il Signore”, cioè realizzare la propria vita nella libertà dei figli di Dio.

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