LA MADONNA AVVERTE: “Satana è forte e sta conquistando molti”, ma possiamo vincere. – Medjugorje 25 Luglio 2026 (Marija)

LA MADONNA AVVERTE: “Satana è forte e sta conquistando molti”, ma possiamo vincere. – Medjugorje 25 Luglio 2026 (Marija)

“Satana è forte, e seduce i cuori” Non lo dico io: lo dice la Madonna, nel messaggio che ha dato il 25 luglio scorso a Medjugorje. Un messaggio breve, ma tra i più diretti degli ultimi mesi.
Perché arriva proprio ora? Perché — diciamocelo — quante volte, in questi giorni, hai sentito dentro di te un’inquietudine che non riesci a spiegarti? La Madonna lo dice chiaramente: le tenebre regnano in molti cuori. Forse anche nel tuo, in questo momento.
Ma non è un messaggio per spaventarci: è un messaggio per indicarci una via precisa, molto concreta, per farla finita con quell’inquietudine e ritrovare la gioia vera.
Ora leggiamo il messaggio per intero, e poi lo analizziamo insieme, punto per punto, con la Scrittura alla mano.

“Cari figli! Mentre le tenebre e l’inquietudine regnano in molti cuori, voi, figlioli, siate preghiera e le mie mani tese d’amore. Mettete, figlioli, la Sacra Scrittura in un posto visibile nella vostra famiglia e leggetela, affinché sia per voi esortazione alla conversione e alla vita nuova. Perché satana è forte e seduce i cuori. Desidero affidare i vostri cuori, attraverso il mio cuore materno, al cuore di mio Figlio Gesù, affinché in voi regni Lui, il Risorto, e la gioia regnerà in voi e intorno a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Cari figli!

#DivinaConsapevolezza che siamo amati e preziosi – chi non ci crede ancora?
#DivinaConsapevolezza che siamo FIGLI. Figli di Dio, di Maria e così via, non servi (anche) ma amici e figli – collaboratori e non schiavi ciechi e sfruttati.
Come facciamo a capire se ci crediamo? Se nei problemi e in quelle che chiamiamo disgrazie, non mettiamo in dubbio l’amore di Dio.

📍 PUNTO 1 — “Siate preghiera e le mie mani tese d’amore”
“Mentre le tenebre e l’inquietudine regnano in molti cuori, voi, figlioli, siate preghiera e le mie mani tese d’amore.”

“Non angustiatevi per nulla, ma in ogni cosa, con la preghiera e la supplica, insieme al ringraziamento, presentate a Dio le vostre richieste. E la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Fil 4,6-7)

“Qualunque cosa avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40) — le “mani tese d’amore”.

La Madonna non dice “non abbiate paura delle tenebre”, dice qualcosa di più concreto: siate voi stessi la risposta. Non basta pregare per sé stessi: siamo chiamati a diventare, con il nostro corpo e le nostre mani, un gesto d’amore concreto per chi ci sta accanto. La preghiera non è fuga dal mondo, è ciò che ci riempie per poi essere versati fuori, verso gli altri.
L’inquietudine (l’ansia) si combatte raramente “pensandoci sopra”. Si combatte con l’azione concreta e con la connessione con l’altro. Quando la mente gira a vuoto nella preoccupazione, il gesto più efficace non è analizzare la paura, ma uscire da sé stessi facendo qualcosa di buono per qualcun altro: una telefonata, un aiuto pratico, un ascolto. È un principio semplice ma reale: l’azione orientata al bene regola l’emozione meglio del rimuginio.

VITTORIA: ogni giorno, un gesto concreto di aiuto verso una persona reale, accompagnato da una breve preghiera prima di farlo.

📍 PUNTO 2 — “Mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile”
“Mettete, figlioli, la Sacra Scrittura in un posto visibile nella vostra famiglia e leggetela, affinché sia per voi esortazione alla conversione e alla vita nuova.”

“Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 119,105)

La Madonna non chiede semplicemente “leggete la Bibbia”, chiede di metterla in un posto visibile. Questo dettaglio non è casuale: quello che vediamo ogni giorno, con il tempo, entra nel cuore. La Parola di Dio deve tornare al centro della casa, non relegata in un cassetto, perché la conversione non è un evento isolato ma un cammino quotidiano, fatto di piccoli richiami continui.
In psicologia del comportamento si sa bene che l’ambiente forma le abitudini più della sola volontà. Non decidiamo davvero di fare qualcosa “perché lo vogliamo”: lo facciamo quando l’ambiente ce lo ricorda. Se la Bibbia è chiusa in un cassetto, la dimentichiamo; se è aperta sul tavolo, il solo vederla ci richiama, senza sforzo, a fermarci un minuto. La Madonna, con questa indicazione così pratica, sta suggerendo esattamente questo: cambia l’ambiente, e cambierà anche il cuore.

VITTORIA: scegli un posto visibile in casa (tavolo, comodino, cucina) e metti lì la Bibbia aperta, magari sempre sullo stesso brano per una settimana.

📍 PUNTO 3 — “Satana è forte e seduce i cuori”
“Perché satana è forte e seduce i cuori.”

“Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare.” (1Pt 5,8)

La Madonna non usa un linguaggio dolce in questa frase: dice chiaramente che c’è un nemico reale, e che è “forte” (forte per natura ma anche perché gli abbiamo dato sempre più autorità).
Non è un discorso per spaventarci, ma per renderci consapevoli: se pensiamo che il male non esista o non ci riguardi, siamo già più esposti.
Satana non si presenta con il volto del male evidente, ma seduce — cioè si presenta con un volto attraente, ragionevole, comodo. La vigilanza spirituale comincia dal riconoscere che non tutto ciò che sembra buono lo è davvero.
Qui la Bibbia e la psicologia dicono, in fondo, la stessa cosa: non tutti i pensieri che ci vengono in mente sono affidabili. Ci sono pensieri che, con belle parole, ci portano lontano da noi stessi e dagli altri: la giustificazione facile, la scorciatoia, il “tanto lo fanno tutti”, il rancore che si traveste da “diritto ad essere arrabbiati”. La “vigilanza” di cui parla San Pietro è, in termini semplici, un abito di auto-osservazione: prima di agire su un pensiero forte, fermati un attimo e chiediti “questo pensiero mi avvicina o mi allontana da Dio, da me stesso, dagli altri?”.

Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti e la parola di Dio rimane in voi e avete vinto il Maligno (1Gv 2,14).

PRATICITÀ: ogni sera, un minuto di esame di coscienza con questa sola domanda: oggi quale pensiero mi ha sedotto, allontanandomi dal bene?

📍 PUNTO 4 — “Affinché in voi regni Lui, il Risorto, e la gioia regnerà”
“Desidero affidare i vostri cuori, attraverso il mio cuore materno, al cuore di mio Figlio Gesù, affinché in voi regni Lui, il Risorto, e la gioia regnerà in voi e intorno a voi.”

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20,19-23)

Dopo aver nominato il nemico (punto 3), la Madonna indica la vera soluzione: non è la nostra forza di volontà a vincere le tenebre, ma lasciare che sia Gesù stesso a “regnare” nel cuore.
Maria fa da tramite: affida i nostri cuori al cuore di suo Figlio. La gioia, allora, non è il risultato di uno sforzo, ma il frutto naturale di un cuore in cui Cristo ha davvero il primo posto: prima “in voi”, e poi, di conseguenza, “intorno a voi” — la gioia si irradia, non resta chiusa in noi.
C’è un principio molto concreto qui: la gioia duratura non nasce dal controllo (“se risolvo tutto, poi sarò sereno”), ma dall’affidamento (dopo aver sperimentato) — cioè dallo spostare il “centro di controllo” fuori da noi stessi, verso “Qualcuno” di cui ci fidiamo. Chi vive sempre in modalità “devo controllare tutto io” resta cronicamente ansioso; chi impara ad affidare, senza rinunciare alla propria responsabilità, trova una pace più stabile.

REGNARE: è Lui il centro della nostra vita, è Lui che ci guida, noi siamo suoi. Quindi cambiamo perché Lui è in noi e chi è attorno non solo vede il nostro cambiamento ma sperimenta chi abbiamo dentro.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Molti sono i chiamati e pochi gli eletti: quelli che rispondono alla chiamata.
Possiamo, quindi, solo decidere se dire AMEN a questa “chiamata”, oppure se restare distanti da tutto questo ben di Dio.
Il risultato ORA dipende da noi, come è dipeso dall’AMEN di Maria (e di San Giuseppe e di tanti santi… e di Gesù stesso).

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