La Pace è in Pericolo! Il messaggio che cambia tutto. – Medjugorje 25 Agosto 2026 (Marija)

La Pace è in Pericolo! Il messaggio che cambia tutto. – Medjugorje 25 Agosto 2026 (Marija)

“La pace è in pericolo!” Non lo dico io: lo dice la Madonna nel messaggio affidato il 25 agosto scorso a Medjugorje. Parole chiare, senza mezzi termini, che vanno dritte al punto delle nostre giornate.
Perché proprio adesso? Perché se ci guardiamo attorno — e dentro di noi — vediamo che l’inquietudine e la paura cercano continuamente di prendere il sopravvento. La Madonna, però, non lancia un allarme per lasciarci nella paura, ma per darci una strategia di vita spirituale e concreta per proteggere il nostro cuore e le nostre case.
Leggiamo il messaggio per intero e analizziamolo insieme, passo dopo passo, con la Parola di Dio alla mano.

“Cari figli! Oggi vi invito: ritornate a Dio, ritornate alla preghiera per diventare i portatori della pace. Figlioli, pregate per la pace che è in pericolo. La preghiera scorra di nuovo dai vostri cuori e dalle vostre famiglie affinché possiate sentire con gioia la voce di Gesù nei vostri cuori: Pace a voi! Figlioli, siate portatori di pace e di preghiera per tutti coloro che non pregano. Io sono con voi e prego per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

#DivinaConsapevolezza che senza Dio siamo esposti e vulnerabili.
#DivinaConsapevolezza che la pace non è un’idea astratta, ma una presenza da accogliere e custodire ogni giorno.

Cari figli!

#DivinaConsapevolezza che siamo amati e preziosi – chi non ci crede ancora?
#DivinaConsapevolezza che siamo FIGLI. Figli di Dio, di Maria e così via, non servi ma amici e figli – collaboratori e non schiavi ciechi e sfruttati.
Come facciamo a capire se ci crediamo? Se nei problemi e in quelle che chiamiamo disgrazie, non mettiamo in dubbio l’amore di Dio.

📍 PUNTO 1 — “Ritornate a Dio, la pace è in pericolo”
“Oggi vi invito: ritornate a Dio, ritornate alla preghiera per diventare i portatori della pace. Figlioli, pregate per la pace che è in pericolo.”

«Voi mi invocherete e verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il cuore.» (Geremia 29,12-13)

La Madonna ci ricorda che non possiamo dare ciò che non possediamo. La pace non si fabbrica con lo sforzo umano: è un dono che nasce solo dal ritorno all’origine, cioè a Dio. Se il canale della preghiera si chiude, il cuore va in apnea e diventa facile preda delle tempeste esterne.
Quando viviamo lontani dal nostro centro spirituale, la mente percepisce ogni imprevisto come una minaccia e l’ansia aumenta. Tornare a Dio significa praticare un vero “grounding” (“messa a terra” o “radicamento”) spirituale: fermare il chiacchiericcio interiore per riagganciarsi alla certezza di essere amati. Questo crea uno scudo emotivo che ci impedisce di reagire con rabbia alle provocazioni quotidiane.

VITTORIA: Fissa ogni mattina tre minuti di silenzio assoluto prima di guardare il telefono, ripetendo lentamente nel cuore: “Signore, tu sei la mia pace”.

📍 PUNTO 2 — “La preghiera scorra dai vostri cuori e dalle famiglie”
“La preghiera scorra di nuovo dai vostri cuori e dalle vostre famiglie affinché possiate sentire con gioia la voce di Gesù nei vostri cuori: Pace a voi!”

«La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”» (Giovanni 20,19)

La Madonna parla di un potente flusso spirituale: la preghiera non è un dovere meccanico o rigido, ma un’acqua viva che deve scorrere. Il primo luogo dove questa pace deve entrare è la casa, lì dove spesso si accumulano tensioni, incomprensioni e stanchezza. Quando Cristo entra nelle nostre chiusure, la Sua voce scaccia l’amarezza.
In ambito relazionale, la casa diventa, spesso, un campo di battaglia perché ciascuno cerca di difendere le proprie ragioni. Pregare insieme o sintonizzare il cuore sulla presenza di Dio crea uno “spazio sicuro” (safe space) in cui le difese egoiche crollano, abbassando i livelli di reattività e lasciando spazio all’ascolto empatico.

VITTORIA: Trova un momento della giornata in cui benedire verbalmente i membri della tua famiglia,  oppure recita almeno un Pater-Ave-Gloria insieme prima di cena o di andare a dormire.

📍 PUNTO 3 — “Siate portatori di pace per chi non prega”
“Figlioli, siate portatori di pace e di preghiera per tutti coloro che non pregano.”

«Beati i operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Matteo 5,9)

Nel Discorso della Montagna, Gesù indica esplicitamente che essere discepoli significa adoperarsi e farsi portatori attivi di pace (operatore di pace indica proprio colui che la costruisce e la porta agli altri).

«Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla, con ogni pietà e dignità» (1Timoteo 2,1-2).

L’apostolo Paolo esorta la comunità cristiana a pregare per tutti gli uomini, senza distinzione di fede o di condotta morale, includendo implicitamente chi non crede o non prega.

«Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano…» (Matteo 5,44).

Rappresenta il punto più alto della preghiera di intercessione: pregare non solo per i fratelli di fede, ma anche per chi si trova in una condizione di lontananza spirituale o di ostilità verso Dio.

La vita cristiana non è mai una questione privata. Chi non prega, spesso, non lo fa per cattiveria, ma perché ha il cuore ferito, deluso o smarrito. La Madonna ci chiede di farci carico degli altri, diventando una “copertura spirituale” per chi si è allontanato. 
Spostare il focus dai propri bisogni a quelli degli altri fa bene anche alla salute psicologica. L’intercessione allena l’empatia e demolisce il giudizio. Quando smettiamo di criticare chi è lontano e iniziamo a pregare per lui, trasformiamo la frustrazione in un atto proattivo di cura e vicinanza emotiva.
Possiamo, quindi, contagiare gli altri anche se non li incontriamo direttamente. La preghiera di intercessione ha il potere di toccare il cuore (e la vita) anche degli altri.

VITTORIA: Scegli una persona specifica della tua vita che critica la fede o vive nel rancore e adotta la regola di offrire ogni giorno un piccolo sacrificio o una preghiera segreta per la sua pace interiore.

📍 PUNTO 4 — “Io sono con voi e prego per voi”
“Io sono con voi e prego per voi presso mio Figlio Gesù.”

«Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”.» (Giovanni 19,26-27)

Maria conclude con una promessa di presenza costante. Non siamo abbandonati a noi stessi in questa lotta. Lei non si limita a darci dei consigli, ma si mette al nostro fianco e porta le nostre intenzioni direttamente al Cuore di Gesù.
Il senso di solitudine e la sensazione di dover “fare tutto da soli” sono tra le prime cause di burnout emotivo e spirituale. Sapere di avere una figura materna stabile e potente infonde un senso di “attaccamento sicuro”. Questo ci permette di mollare il controllo ossessivo sugli eventi e di riposare nella certezza che siamo custoditi.

VITTORIA: Quando ti senti sopraffatto dagli eventi, metti la mano sul cuore e ripeti con fiducia: “Maria, sono tuo, custodia e difesa mia”.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Molti sono i chiamati e pochi gli eletti, cioè quelli che rispondono alla chiamata. 
Possiamo, quindi, solo decidere se dire AMEN a questa “chiamata”, oppure se restare distanti da tutto questo ben di Dio. 
Il risultato ORA dipende da noi, come è dipeso dall’AMEN di Maria (e di San Giuseppe e di tanti santi… e di Gesù stesso).

Condividi questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *