MAI COME PRIMA siamo in pericolo – Medjugorje 25 Settembre 2026 (Marija)
“Come mai prima prego per voi” Non lo dico io: lo dice la Madonna, nel messaggio affidato il 25 settembre a Medjugorje. Un’espressione che, in tanti anni di apparizioni, non era mai comparsa con questa forza.
Perché proprio ora? Perché quando una madre dice al figlio “non ho mai pregato così tanto per te”, il figlio non pensa “che esagerazione” — pensa “cosa sta vedendo mia madre che io non vedo ancora?”. Maria non ci spaventa: ci sta preparando, con l’unica arma che ha sempre avuto in mano — la preghiera — moltiplicata come mai prima.
Cari figli! Questo tempo sia per voi tempo di preghiera per la pace. Vi invito a rinnovare nelle vostre famiglie la preghiera del rosario per le mie intenzioni, affinché io possa moltiplicare le vostre preghiere ed intercedere per voi davanti all’Altissimo perché esaudisca le vostre preghiere e vi doni la pace. Sono con voi e come mai prima prego per voi e con voi, figlioli miei. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Cari figli!
#DivinaConsapevolezza che siamo amati e preziosi – chi non ci crede ancora?
#DivinaConsapevolezza che siamo FIGLI. Figli di Dio, di Maria e così via, non servi ma amici e figli – collaboratori e non schiavi ciechi e sfruttati.
Come facciamo a capire se ci crediamo? Se nei problemi e in quelle che chiamiamo disgrazie, non mettiamo in dubbio l’amore di Dio.
📍 PUNTO 1 — “Questo tempo sia per voi tempo di preghiera per la pace”
«Se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto… io ascolterò dal cielo, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese» (2Cr 7,14).
La Madonna non dice “questo tempo è come gli altri”: dice “sia”. C’è un’urgenza precisa, un “adesso” che non ammette rimandi. E non chiede una preghiera generica: indica lo scopo esatto, come un medico che non dice “cura te stesso” ma “prendi questa medicina, per questo motivo”.
In psicologia si parla di “intenzionalità dell’azione”: un gesto fatto con uno scopo dichiarato produce un effetto diverso, anche interiore, rispetto a un’abitudine vaga.
Pregare “per la pace”, con questa intenzione precisa in mente, trasforma la preghiera da automatismo a offerta cosciente.
VITTORIA: ogni volta che preghi in questo periodo — anche solo un’Ave Maria — aggiungi mentalmente: “per la pace, come Maria mi chiede oggi”.
📍 PUNTO 2 — “Vi invito a rinnovare nelle vostre famiglie la preghiera del rosario per le mie intenzioni, affinché io possa moltiplicare le vostre preghiere ed intercedere per voi davanti all’Altissimo perché esaudisca le vostre preghiere e vi doni la pace.”
A Cana Maria non risolve il problema con le proprie mani: lo porta a Gesù, e intanto prepara i cuori.
«Non hanno più vino… Fate quello che vi dirà» (Gv 2,3.5).
È esattamente il ruolo che rivendica qui: “affinché io possa moltiplicare le vostre preghiere ed intercedere per voi davanti all’Altissimo”. Non sostituisce la nostra preghiera, la moltiplica — come i pani e i pesci nelle mani di Gesù, il poco che offriamo diventa, tra le sue mani di Madre, molto di più.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente» (Lc 9,12-13).
E chiede che avvenga “nelle vostre famiglie”: non solo nel segreto della propria stanza, ma in salotto, a tavola, la sera. «Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20): la preghiera condivisa ha un peso diverso da quella solitaria, perché unisce la fragilità di ciascuno in una forza comune.
La psicologia dei legami familiari conferma che i riti condivisi — un pasto insieme, una preghiera alla stessa ora — creano sicurezza e appartenenza, soprattutto nei momenti di incertezza collettiva.
Un rosario recitato insieme dice ai più piccoli: “in questa casa, quando le cose si fanno serie, noi preghiamo insieme”.
VITTORIA: questa settimana scegli una sera fissa e recita almeno una decina di rosario con chi vive con te (anche per telefono, se vivi solo).
📍 PUNTO 3 — “Sono con voi e come mai prima prego per voi e con voi, figlioli miei”.
Questo pezzo di messaggio è il suono dello SHOFAR: il corno d’ariete.
Ecco il cuore del messaggio. Maria non dice “prego per voi”, come in tanti messaggi precedenti: dice “come mai prima”.
Il paragone più vero è quello di Gesù nel Getsemani: proprio nel momento in cui percepiva più vicina l’ora della prova, la sua preghiera si è fatta più intensa, non meno.
«E, in preda all’angoscia, pregava più intensamente» (Lc 22,44).
Quando una Madre prega “come mai prima”, non è perché sia diventata più devota all’improvviso: è perché vede, con gli occhi del cielo, qualcosa che si avvicina — qualcosa che richiede più preghiera, non meno. Non ce lo dice per descriverci uno scenario: ce lo dice per farci alzare, oggi, il livello della nostra risposta.
Questo pezzo di messaggio è il suono dello SHOFAR: il corno d’ariete.
Quando Israele si trovava di fronte a minacce imminenti, assedi o attacchi da parte dei popoli nemici, le autorità e i comandanti aumentavano o raddoppiavano la vigilanza, collocando sentinelle strategiche sulle mura.
Nella Bibbia, l’immagine della sentinella (tsophêh o shômér) ricorre spesso sia in senso letterale (le guardie militari sulle mura) sia in senso metaforico o spirituale (i profeti o la vigilanza del popolo).
Cosa sta per succedere, allora? Non ci è dato saperlo nei dettagli — e non è questo il punto. Il punto è che il Cielo sta mandando rinforzi (una preghiera “moltiplicata”, un’intercessione “come mai prima”) proprio mentre, se guardiamo la storia, la pace del mondo appare sempre più fragile: guerre che non si fermano, tensioni che crescono, cuori sempre più inquieti. Una Madre non intensifica la preghiera per un pericolo lontano: la intensifica quando il pericolo si avvicina a chi ama.
In psicologia si parla di “risposta anticipatoria”: un sistema affettivo che si mobilita prima ancora che l’evento accada, sulla base di segnali sottili. Maria, Madre attenta, sta facendo esattamente questo: anticipa, si mobilita, e ci chiama a fare lo stesso — non con l’ansia che paralizza, ma con la preghiera che protegge.
VITTORIA: da oggi aggiungi alla tua preghiera quotidiana questa intenzione precisa: “Maria, io rispondo alla tua chiamata ‘come mai prima’: anch’io, da oggi, prego di più, non di meno.”
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Molti sono i chiamati e pochi gli eletti: quelli che rispondono alla chiamata.
Possiamo, quindi, solo decidere se dire AMEN a questa “chiamata”, oppure se restare distanti da tutto questo ben di Dio.
Il risultato ORA dipende da noi, come è dipeso dall’AMEN di Maria (e di San Giuseppe e di tanti santi… e di Gesù stesso).
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