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La preghiera muove il cielo (Es 8,25-28)

di Il Crocifisso Risorto · · 2 min di lettura

Divina Consapevolezza

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Il Rispose Mosè: «Ecco, mi allontanerò da te e pregherò il Signore; domani i tafani si ritireranno dal faraone, dai suoi ministri e dal suo popolo. Però il faraone cessi di burlarsi di noi, impedendo al popolo di partire perché possa sacrificare al Signore!». Mosè si allontanò dal faraone e pregò il Signore. Il Signore agì secondo la parola di Mosè e allontanò i tafani dal faraone, dai suoi ministri e dal suo popolo: non ne restò neppure uno. Ma il faraone si ostinò anche questa volta e non lasciò partire il popolo (Es 8,25-28).

Mosè prega, Dio interviene: i tafani scompaiono, ma il Faraone indurisce ancora il cuore.

In questa meditazione biblica su Mosè scopriamo che “il Signore agì secondo la parola di Mosè”: la preghiera, quando è allineata al progetto divino e sostenuta dalla fede, apre vie di liberazione reale. Dio risponde – più di quanto immaginiamo e pensiamo.

La domanda è: io mi muovo?

La spiritualità cristiana ci educa a un’obbedienza che libera. Il popolo chiede di sacrificare al Signore: adorare è uscire dalle catene!

Ogni volta che rimando l’adorazione e l’obbedienza, il mio cuore si irrigidisce un po’.

Dio ci invita (OGGI - sempre) a portare davanti a Lui una richiesta concreta e a credergli abbastanza da prepararti ad agire quando arriverà la risposta. La tua “parola” in preghiera, unita alla Parola di Dio, può sbloccare ciò che sembrava impossibile. Fede, intercessione, perseveranza: ecco il cammino.

Sul piano psicologico, il “Faraone interiore” è la nostra resistenza: negozia, promette, poi trattiene. È autosabotaggio, paura del nuovo, dissonanza cognitiva. Riconoscila, nominala e spezzala con un piccolo atto di obbedienza oggi.

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