E se il caos non avesse l'ultima parola? (Dn 7,13-14)
di Il Crocifisso Risorto · · 2 min di lettura
Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto (Dn 7,13-14).
Ti capita di sentire che il caos, i prepotenti o le circostanze abbiano l'ultima parola sulla tua vita? Che forze più grandi di te — il lavoro, le notizie, l'ansia — decidano tutto al posto tuo?
Il libro di Daniele è nato in un tempo di persecuzione, quando gli imperi sembravano bestie feroci che divorano tutto. Proprio dentro questa notte, il profeta ha una visione: «Ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo... Gli furono dati potere, gloria e regno... il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai» (Dn 7,13-14). Dopo le bestie arriva una figura umana. E il potere non viene strappato: gli viene dato.
Gesù farà di questa visione la sua identità. Davanti al sommo sacerdote, prigioniero e impotente, dichiara: «Vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo» (Mc 14,62). Nel momento in cui tutto sembra perduto, afferma dove sta il vero potere.
Dal punto di vista psicologico, la speranza non nasce negando la realtà, ma ricordando che ciò che ci schiaccia oggi non è l'ultima parola. Quando ci sentiamo in balìa degli eventi, riconoscere che esiste un potere più grande, e umano, restituisce respiro e capacità di resistere.
In questo video scopriamo perché il regno che non finirà mai è la risposta più profonda alla nostra paura del caos.
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