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Non puoi vincere una causa contro Dio (Gb 9,1-4)

di Il Crocifisso Risorto · · 2 min di lettura

Divina Consapevolezza

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Giobbe prese a dire: «In verità io so che è così: e come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio? Se uno volesse disputare con lui, non sarebbe in grado di rispondere una volta su mille. Egli è saggio di mente, potente di forza: chi si è opposto a lui ed è rimasto salvo?» (Gb 9,1-4).

Ti è mai capitato di sentirti in causa con Dio, come se davanti a una sofferenza ingiusta ti servisse un avvocato per farti dare ragione? O di passare la vita a giustificarti, a dimostrare di valere, anche davanti a Lui?

Giobbe, colpito da lutti e malattia, lo dice senza filtri: «E come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio? Se uno volesse disputare con lui, non sarebbe in grado di rispondere una volta su mille» (Gb 9,2-3). Non è una bestemmia: è la preghiera onesta di chi non finge. Giobbe capisce che nessuna causa si vince contro l'Infinito, e sente tutto il peso di questa sproporzione.

San Paolo dà la risposta che Giobbe ancora non conosce: «Tutti hanno peccato... ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia» (Rm 3,23-24). Non serve vincere: la giustizia davanti a Dio è un dono, non un traguardo da conquistare.

Dal punto di vista psicologico, il bisogno di avere sempre ragione e di doversi giustificare nasce spesso dalla paura di non essere abbastanza. Riconoscere di non poter "vincere" davanti a Dio libera dal peso di dover dimostrare tutto: si può smettere di difendersi e cominciare ad affidarsi.

In questo video scopriamo perché la resa onesta di Giobbe è l'inizio di una fiducia più vera.

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