La verità che non basta (Es 9,7)
di Il Crocifisso Risorto · · 2 min di lettura
Il faraone mandò a vedere, ed ecco, neppure un capo del bestiame d'Israele era morto. Ma il cuore del faraone rimase ostinato e non lasciò partire il popolo (Es 9,7).
Esodo 9,7 ci mostra un Dio che protegge il suo popolo: il bestiame d’Israele (solo quello) è intatto, ma il faraone, pur constatando l’evidenza, non si arrende.
La Scrittura svela qualcosa di profondo: non è l’assenza di segni a bloccarci, è un cuore che rifiuta la luce. La grazia illumina, ma la libertà può irrigidirsi. Questa pagina è un invito a lasciarci convertire dall’evidenza della fedeltà di Dio nella nostra vita quotidiana: quante volte Lui ci preserva, guida, apre strade… eppure restiamo fermi?
La vera battaglia spirituale è tra la rivelazione di Dio e la nostra ostinazione interiore.
Sul piano psicologico, questa ostinazione prende la forma della negazione, del “trovare scuse”, del bisogno di spiegazioni alternative per non cambiare: è dissonanza cognitiva al servizio dell’ego. Ma la fede non chiede cieca resa: chiede onestà del cuore.
Pratica di #DivinaConsapevolezza – Verifica del Cuore (Esodo 9,7):
• Silenzio 3 minuti. Inspira “Signore”, espira “abbi pietà”. Chiedi luce sulla tua resistenza principale.
• Nomina una situazione concreta in cui stai ignorando un’evidenza di bene che Dio ti sta mostrando.
• Confessa ad alta voce davanti a Dio la tua scusa preferita. Sostituiscila con un atto semplice di obbedienza (telefonata, richiesta di perdono, decisione rimandata).
• Entro 24 ore compi quell’atto e ringrazia: “Oggi il mio cuore si sta trasformando grazie a te mio Dio” (cfr. Sal 95).
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Alla prossima per una nuova #DivinaConsapevolezza.