Perché ti senti sempre fuori tempo? (Qo 3,1-9)
di Il Crocifisso Risorto · · 2 min di lettura
Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato. Un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttar via. Un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace. Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica? (Qo 3,1-9).
Ti capita di sentirti in colpa quando hai bisogno di fermarti, piangere o chiudere qualcosa, come se dovessi sempre essere positivo e in movimento? Perché ci confrontiamo continuamente con chi sembra "più avanti" di noi nella vita?
Qoelet risponde con uno dei brani più conosciuti della Bibbia: "Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo" (Qo 3,1). Poi elenca coppie di opposti — nascere e morire, piangere e ridere, fare lutto e danzare, tacere e parlare — senza giudicarne nessuno come sbagliato. Ogni stagione della vita, anche quella che vorremmo evitare, ha una sua legittimità e un suo tempo.
San Paolo applicherà lo stesso principio alle relazioni: "Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che piangono" (Rm 12,15). Non è solo questione di accettare le proprie stagioni, ma anche di rispettare quelle altrui, senza forzare nessuno a "essere già oltre".
Dal punto di vista psicologico, questo testo è un antidoto potente alla cosiddetta "positività tossica": la pressione a essere sempre produttivi, sereni, in crescita. Permettersi un tempo per piangere, per tacere, per lasciar andare qualcosa, non è un fallimento: è saggezza che riconosce il ritmo reale della vita.
In questo video scopriamo perché onorare la stagione che stai vivendo, anche quando non è quella che avresti scelto, è il primo passo per vivere in pace con te stesso.
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