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Afferra la tua paura (Es 4,4-5)

di Il Crocifisso Risorto · · 1 min di lettura

Divina Consapevolezza

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Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano e prendilo per la coda!». Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano. «Questo perché credano che ti è apparso il Signore, Dio dei loro padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe» (Es 4,4-5).

Nel cammino di Mosè, narrato nel libro dell’Esodo, c’è un momento che spezza ogni logica: Dio gli chiede di prendere un serpente per la coda. Un gesto contrario al buon senso, un atto che mette a rischio, che espone, che fa tremare.

Eppure proprio lì si gioca la trasformazione.

Dio non toglie la paura a Mosè. Non fa sparire il serpente. Gli chiede di stendere la mano. Di agire dentro la paura. Questo è il passaggio spirituale decisivo: la fede non è assenza di timore, ma obbedienza nel timore. È attraversare ciò che ti spaventa fidandoti della promessa.

Quando Mosè obbedisce, il serpente torna ad essere un bastone. Ciò che era minaccia diventa strumento. Ciò che paralizzava diventa autorità. Anche Gesù dirà: «Prenderanno in mano i serpenti» (Marco 16,18). È un’immagine potente: ciò che temi può diventare il luogo della tua missione.

Psicologicamente, questo è il movimento di uscita dalla zona di comfort: non eliminare l’ansia, ma darle una direzione. Spiritualmente, è fidarsi che Dio trasforma il veleno (del serpente) in grazie che diventa missione.

Forse oggi il tuo “serpente” è proprio la porta della tua chiamata.

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