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Dio non sbaglia chi chiama (Es 4,11-12)

di Il Crocifisso Risorto · · 2 min di lettura

Divina Consapevolezza

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Il Signore replicò: «Chi ha dato una bocca all'uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore? Ora va'! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire» (Es 4,11-12).

Quante volte pensiamo di non essere adatti? Di non avere le parole giuste, le capacità giuste, il carattere giusto. È esattamente ciò che pensava Mosè. Davanti alla chiamata di Dio, Mosè si sente inadeguato, fragile, incapace. Ma la risposta del Signore è sorprendente: “Chi ha dato una bocca all’uomo?”

Dio non nega la debolezza di Mosè. La trasforma. Gli ricorda che la sua vita non è un errore e che perfino i suoi limiti sono dentro uno sguardo più grande. Se Dio chiama, significa che “ha già previsto tutto” ciò che serve per compiere la missione.

Spiritualmente questo passo è liberante: Dio non aspetta che tu sia perfetto prima di usarti. Ti chiede solo una cosa: andare! Muoversi. Fare il primo passo in fede, sapendo che Dio precede il nostro cammino.

Spesso restiamo bloccati perché vogliamo avere tutte le risposte prima di iniziare. Ma il cammino con Dio funziona diversamente: la luce arriva mentre cammini. La parola giusta, la forza giusta, la direzione giusta… arrivano nel momento giusto.

Dal punto di vista interiore, questo testo tocca una paura profondissima: la paura di non essere abbastanza. Ma Dio non costruisce la sua opera sulla nostra autosufficienza. La costruisce sulla fiducia.

Se Dio ti sta chiamando in qualcosa – una scelta, un cambiamento, una missione – forse oggi la parola che devi ascoltare è semplice e potente:

“Va’. Io sarò con la tua bocca”.

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